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Ristrutturare casa 2023: le fasi di un progetto

Ristrutturare casa 2023: le fasi di un progetto

Oggi parliamo di come ristrutturare casa nel 2023, scrivendovi in questo articolo le varie fasi che si susseguono nel corso di un progetto.

Vi dirò la verità. Noi architetti e interior designer amiamo molto mettere in mostra il risultato finale, alcune idee e soluzioni, ma pochissimo i vari passaggi dettagliati che portano al risultato finale di un lavoro.

La mia carriera ha avuto in poco tempo una fase accelerativa. Dapprima nell’arredare una piccola stanza per arrivare dopo circa due anni e mezzo a progettare case con ampia metratura.

Recandomi molte volte nei mobilifici, ho iniziato a capire e a studiare anche il rapporto che si veniva a creare tra cliente e professionista. La cosa che molto spesso veniva a mancare in un rapporto era l’empatia e il saper immedesimarsi nel cliente stesso.

Ho iniziato, così, a sviluppare un mio metodo di lavoro ponendo al centro le idee ed esigenze del cliente e facendolo partecipare all’interno del progetto stesso.

Ristrutturare casa 2023: l’inizio, la prima delle fasi di un progetto

Per chi mi segue da un pò sui social, saprà riconoscerà il mio stile. Magari c’è chi ancora non mi segue oppure non si è fatto ancora seguire da un architetto ed è un pò scettico nel fidarsi.

Ristrutturare casa parte da un presupposto: voglia di rinnovare, di dare nuova vita agli interni ormai vecchi, dare all’abitazione una nuova identità. Nel 2023 è facile ragionare sulla carta, ma nella realtà non lo è altrettanto.

Ristrutturare casa vuol dire anche andare incontro a pratiche burocratiche e di conseguenza tempi lunghi di attesa per ricevere i permessi.

L’abitazione in questione è un appartamento su uno stabile datato, con spazi assolutamente da rivedere. All’epoca la cucina risultava distante dalla zona pranzo, un bagno stretto e lungo e le camere vicino alla porta d’ingresso.

Dopo un primo contatto con il cliente e la firma dell’incarico, siamo passati alla fase operativa: disegno su pianta dopo un primo rilievo per confermare misure e quote riportate sulla planimetria inviata .

Lo stato di fatto dell’appartamento risultava in questo modo:

Primo step, il rilievo, stato di fatto

Il progetto di massima : seconda fase del progetto

Sulla base del rilievo planimetrico, ho potuto abbozzare alcune ipotesi di distribuzione interna. Questa fase è importante perchè sarà la base su ciò che verrà realizzato, nonchè un punto d’incontro tra le idee ed esigenze del cliente e la visione “di design” dell’interior designer.

Ad eseguire bozze si possono perdere ore, ma un occhio attento di un arredatore esperto può capire già quale sia la distribuzione migliore dei locali di un’abitazione, tenendo conto della sua esposizione, della luce, dei migliori percorsi.

La richiesta era: una cucina, un living, una camera matrimoniale, una camera singola, una bagno con doccia inserendo una colonna asciuga-lavatrice, una seconda stanza adibita a studio facilmente trasformabile in cameretta.

Ecco alcune soluzioni preliminari :

Soluzione 1
Soluzione 2
Soluzione 3
Soluzione 4

La revisione

Dopo il confronto con le varie ipotesi e l’assaggio di fattibilità in loco, abbiamo dovuto revisionare ulteriormente la distribuzione interna.

Sembra strano, ma purtroppo dovevamo iniziare a studiarlo nuovamente da zero.

Non si poteva abbattere il muro che divideva le due camere per creare un openspace luminoso e nemmeno il muro che divideva bagno e camera.

L’idea che però rimaneva era quella di posizionare la zona giorno vicino alla porta d’ingresso e dove fosse luminoso.

Il progetto definitivo

Alla fine dal progetto di massima siamo arrivati al progetto definitivo, ossia un ulteriore step che permette di definire sempre più l’interno fin a raggiungere sempre più la soluzione più convincente.

Progetto definitivo 1
Progetto definitivo 2

Una volta terminata la fase di progetto in planimetria, ho iniziato la parte elaborativa 3d.

Ecco alcune schemi 3d dell”interno.

Fornisco queste visioni 3d a cui applico colori e materiali per rafforzare l’idea del progetto e per dare una visione tridimensionale del tutto.

Anche se sono semplici, forniscono una valutazione generale della composizione interna e dei colori e materiali applicati, in modo da poter eventualmente apportare modifiche.

Il rendering di progetto

Sembra una fase di lavoro da nerd smanettoni, ma il rendering è diventato talmente importante per conquistare il cliente.

E’ una fase di lavoro laboriosa, lunga e complessa soprattutto se si vuole raggiungere una immagine finale fotorealistica, tale da sembrare vera e fedele al risultato da cantiere.

Pochi lo sanno, ma fare rendering per noi architetti – designer è un lavoro nel lavoro e per chi non lo sa fare è un costo in più da dare ad un’agenzia di grafica.

Molti pensano che basti premere un pulsante. In realtà nulla viene generato automaticamente dal computer.

Per realizzare il render ci vuole tempo. Si devono calibrare le luci, i materiali, le posizioni delle varie viste, i settaggi del programma,…

Credo che la cosa più importante, indipendentemente dal livello di resa fotorealistica di rendering, sia rendere efficace l’idea che si ha e nel condividerla con il cliente.

Ecco alcuni render finali di un set complessivo, realizzati per l’appartamento in collaborazione con DOMO197 .

Qui termina la prima parte del post e vi auguro Buone Feste lasciandovi un mio Best of 2022.

Trasforma la casa come hai sempre sognato

Progettare la disposizione di un interno, ristrutturare o semplicemente eseguire un relooking, non è cosa da poco.

Molte volte si ha bisogno di un occhio esperto che ci possa trovare la soluzione più adatta che altrimenti da soli non siamo in grado di vedere.

Per questo motivo un arredatore d’interni – architetto- interior designer, a seconda delle tue necessità, possono aiutarti a risolvere il problema.

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